“We will not rest until women have parity and equity at all levels of leadership in society.” – Women’s March di Sara Traylor

    “Did you want to see me broken?

    Bowed head and lowered eyes?

    Shoulders falling down like teardrops,

    Weakened by my soulful cries? 

    […]You may shoot me with your words,

    You may cut me with your eyes,

    You may kill me with your hatefulness,

    But still, like air, I’ll rise.” 

     

    “Volevi vedermi spezzata?

    La testa china e lo sguardo basso?

    Le spalle cadenti come lacrime,

    Indebolita dai lamenti tristi che mi vengono dall’anima?

    […] Puoi spararmi con le tue parole,

    Puoi ferirmi con i tuoi occhi,

    Puoi uccidermi con il tuo odio,

    Ma ancora, come l’aria, io mi sollevo.”

    Maya Angelou – Still I Rise

     

    È così, accompagnata dai versi struggenti e indomabili di Maya Angelou, poetessa americana e una delle leader del Civil Rights Movement degli anni ‘60, che si è chiusa la Women’s March di Roma al Pantheon, marcia consorella della manifestazione che si è tenuta il 21 gennaio 2017 a Washington D.C.

    La manifestazione, che ha contato più di cinque milioni di partecipanti in tutto il mondo, (circa un milione solo a Washington D.C.), è stata una delle più grandi della storia degli Stati Uniti. È parte di un movimento di protesta contro il Presidente Donald Trump e contro la retorica promossa durante la sua campagna elettorale, basata sulla demonizzazione del ‘diverso’ e che, come ribadisce il manifesto pubblicato per la marcia, “ha insultato […] e minacciato molti di noi – migranti di qualsiasi status, Musulmani e tutti coloro con credenze religiose di minoranza, persone che si identificano come LGBTQIA, il popolo Nativo, le persone con la pelle nera o marrone, le persone con disabilità, e le vittime di aggressioni sessuali.”

    Ph. Sara Traylor

    Ph. Sara Traylor

    I princìpi sostenuti da queste manifestazioni non-violente, di cui le principali organizzatrici e promotrici sono state donne, sono dunque di valorizzazione della diversità, di difesa dei diritti umani messi in pericolo dalla presenza di questa nuova forza politica, e di riaffermazione della necessità “che le donne occupino posizioni di parità e uguaglianza a tutti i livelli di leadership nella società”. E sono questi i valori che si sono visti riflessi nelle piazze del mondo: persone di ogni genere, colore ed età che si perdevano in mezzo a mari di berretti rosa e cartelloni,  un ambiente di positività e di incoraggiamento reciproco. Nella piazza del Pantheon, quella mattina luminosa del 21 gennaio, ci si sentiva di essere parte di qualcosa di grande.

    ph. Sara Traylor

    ph. Sara Traylor

    Corrente Rosa trova rilevante che queste considerazioni così importanti sulla razza, la diversità e il genere, nonostante non siano state decisive per il voto americano, trovino espressione tanto vivace ed eloquente nella protesta non violenta. Queste immagini sono rincuoranti per tutte le persone che, come noi, sono determinate a impegnarsi per invertire la rotta che è stata presa durante le scorse elezioni, e a continuare a spingere i governi del mondo verso un’equa rappresentanza di genere in politica.

    “We will not rest until women have parity and equity at all levels of leadership in society.” – Women’s March

    Mission – Women’s March

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