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rosa shocking il blog di Patrizia Lanzalaco

In Nord Africa ci sono più donne ministro con portafoglio che in Italia

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rosa shocking il blog di Patrizia Lanzalaco

Scritto da claudiacr Martedì 04 Maggio 2010 11:33

di Claudia Sarrocco

Quando si parla di condizione femminile, si arriva inevitabilmente alla questione del ruolo delle donne in politica. E che ci si trovi in Italia piuttosto che nel Maghreb, la questione è la stessa: le donne possono essere la metà della popolazione ma spesso la rappresentazione a livello politico ci sfugge, la parità, per dirlo con le parole di Segolène Royale è "pour le vote d'apres, toujours pour le vote d'après" (per il voto successivo, sempre per il voto successivo).

La seconda edizione del Women's Tribune, che si è tenuta a Essaouira, in Marocco, a fine marzo, ha riunito alcune tra le donne più attive a livello politico e sociale sulle due sponde del Mediterraneo e si è concentrata sul tema "donne e potere: dalle parole all'azione".

Oltre a molte donne marocchine, tunisine e francesi, tra cui anche Segolène Royal, hanno partecipato le italiane Lorella Zanardo (Il Corpo delle Donne) e Serena Romano, presidente di Corrente rosa, un'associazione nata proprio con lo scopo di promuovere e valorizzare la partecipazione delle donne nell'attività politica e nei luoghi decisionali.

In particolare, durante la conferenza è stato evidenziato il caso del Marocco dove, nel giro di pochi anni, il numero delle donne rappresentate nelle istituzioni è aumentato in modo vertiginoso. Come illustrato da Serena Romano, un ruolo fondamentale per il raggiungimento di tale obiettivo è stato giocato dalle associazioni femminili marocchine, che hanno mobilitato l'opinione pubblica, promosso riforme legislative e che continuano a essere attive e vigili al fine di costruire sui risultati raggiunti ed evitare che la vittoria sia solo formale.

L'impegno della società civile marocchina è stato dunque la scintilla del cambiamento, alimentata poi dalla volontà politica di riconoscere concretamente alle donne un ruolo paritario nella società: nel 2004 è stato finalmente riformato il diritto di famiglia, che ha riconosciuto alle donne personalità giuridica e dunque il diritto all'elettorato attivo e passivo. Ma ciò non basta: grazie all'iniziativa del Re Mohammet VI sono state imposte le quote rosa in tutte le elezioni, a livello locale e nazionale.

La scelta delle quote rosa non è una sorta di protezione per le donne ma, al contrario, una esigenza per garantire la presenza femminile a livello politico. Non sono di oggi gli studi della WorldBank che dimostrano come finanziamenti dati alle donne garantiscano l'efficacia degli investimenti, assicurando che i fondi stanziati saranno utilizzati per sviluppare nuove attività, per l'educazione dei bambini e in generale per costruire un futuro migliore nelle aree interessate. Come affermato da un recente studio dell'Ocse, anche nei Paesi più industrializzati le donne sono un agente fondamentale di crescita e sviluppo economico: le piccole e medie imprese gestite dalle donne crescono più velocemente, creando lavoro e aiutando l'economia nazionale in un momento critico.

Come illustrato da Nouza Skalli, ministro dello Sviluppo sociale, della Famiglia e della solidarietà in Marocco, grazie a un quadro legislativo efficace il numero delle donne nelle istituzioni in Marocco è passato da 127 a 3428, cambiando radicalmente il modo di fare politica e incrementando azioni di economia agevolata per le donne e programmi di microcredito per lo sviluppo di attività commerciali.

Alla fine la parità è anche una questione di numeri. Oggi in Marocco le ministre "con portafoglio" sono cinque, in Italia solo due. Forse dovremmo iniziare a "contare" anche noi.

 

   

Finalmente la RAI per le donne

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Scritto da Patrizia Lanzalaco Giovedì 29 Aprile 2010 11:27

Gli autori del programma PRESADIRETTA, che va in onda la domenica sera in prima serata su RAI TRE, Francesca Barzini e Riccardo Iacona, per la prossima edizione stanno predisponendo un reportage sulle donne italiane nel mondo del lavoro; sulle discriminazioni che colpiscono le donne in quanto donne: le donne sono le prime ad essere licenziate in caso di crisi, le donne guadagnano meno degli uomini, come ben sappiamo, le donne vengono discriminate quando scelgono di fare un figlio, ed infine le donne fanno fatica in Italia a fare carriera, a prendere posizioni di comando e quando lo fanno devono lavorare il doppio degli uomini e così via.

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Parità all'UNESCO con la Bokova

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Scritto da Patrizia Lanzalaco Venerdì 23 Aprile 2010 08:15

IRINA BOKOVA la prima donna eletta alla testa dell'UNESCO, nel suo primo discorso di fronte all'assemblea dei 193 stati membri, riuniti a Parigi ad ottobre scorso, aveva già sottolineato che l'incarico conferitole rappresentava il segno di una possibilità rinnovata per le donne, in qualunque parte del mondo, di avere accesso alla conoscenza e al potere. Cinquantasette anni, madre di due figli, già membro del Consiglio esecutivo dell'Unesco dal 2007, la Bokova è stata fondatrice e presidente del European Policy Forum, ong creata per promuovere l'identità europea e incoraggiare il dialogo. Oggi, con gli incarichi assegnati ha dimostrato ancora una volta di credere nell'impegno indispensabile delle donne, per cui tra i nove nominati nella sua squadra sono presenti quattro donne. Dunque parità assoluta con in testa la "Direttirice", come ama farsi chiamare la Bokova.

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MOMS@Work

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Scritto da Claudia Nardelli Sabato 13 Marzo 2010 10:35

Moms@Work è il progetto dedicato alle donne che vogliono lavorare dopo la maternità.

L'idea è stata lanciata da Gi GROUP (un importante gruppo in Italia per intermediazione del lavoro) ed è coordinata da due donne, Anna Zavaritt e Cecilia Spanu.

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Le belle ragazze albanesi

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Scritto da Patrizia Lanzalaco Lunedì 22 Febbraio 2010 20:45

Mentre il bel paese si risveglia (o va a coricarsi) sapendo ancora una volta che sono tanti e sempre più superbi e sfacciati i corrotti che lo attraversano da nord a sud, nessuno fa caso all'ennesima offesa perpetrata ai danni delle donne, e soprattutto di quelle donne più sofferenti ed esposte. In visita a Tirana, durante l'incontro con Berisha, il premier Silvio Berlusconi ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze". La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto al premier una lettera aperta, ne riportiamo un brano:

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Pink stinks, il rosa puzza?

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Scritto da Patrizia Lanzalaco Martedì 26 Gennaio 2010 12:07

www.Pinkstinks.co.uk. In Gran Bretagna una campagna pubblicitaria promossa dall'Associazione Pinkstinks in 40 paesi in tutto il mondo, via internet (anche su facebook), per televisione o radio, ha avuto un grande successo con l'idea di boicottare tutti quei giocattoli per bambine che ricorrono in modo stucchevole ed indiscriminato al colore rosa e marcano con troppa nettezza una differenza tra maschile e femminile che impone alle bambine un ruolo scontato, per intenderci quello della principessina bella buona e sottomessa. A quanto pare il dibattito si è esteso tanto da arrivare alla Camera dei Lords oltre che sui giornali, coinvolgendo tutti in una riflessione più estesa sul ruolo dei media in merito alla riproposizione di ruoli e stereotipi ormai sorpassati, e soprattutto nocivi di una crescita sana e libera per bambine e bambini. In questo senso, senza togliere nulla alla iniziativa davvero meritevole delle nostre amiche inglesi, è ovvio che il colore rosa di per sé non è un male. Per esempio, soprattutto fra i ragazzi, mi capita sempre più spesso di notare maglie, camice, e non solo cravatte, di colore rosa sfoggiate con grande piacere e disinvoltura. Certo raramente mamme, zie o nonne scieglerebbero indumenti rosa per i loro pargoli! Al di là di ciò oserei dire che rosa è comunque bello, poi se è shocking è meglio! L'importante è l'ironia e non lasciarsi mai chiudere dentro il recinto dei ruoli scontati.
Infine, così tanto per notizia ma non a caso, nella lingua inglese "pinky stinky" è una espressione che rinvia alla sessualità e cioè a quell'odore così inconfondibile che molte donne, specie in determinate situazioni, emanano da sempre, chi più chi meno nessuna esclusa!

   

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