Quartetto Casa di Bambola

    • 12 February 2016 12:00am - 12:00am
    • Teatro India (Roma)

    Emanuela Giordano, regista di Per la mia strada, documentario prodotto da Corrente Rosa nel 2011, curerà l’allestimento e la regia di Quartetto Casa di Bambola, in scena al Teatro India di Roma dal 4 al 14 febbraio.

    Quattro attori e una regista si interrogano sulle contraddizioni e le dinamiche espresse da Ibsen nella relazione tra uomo e donna: potere, possesso, erotismo, denaro. Scoprono che da allora, da quando Ibsen scrisse Casa di Bambola, gli equilibri all’interno della coppia sono forse rimasti immutati. I tre diversi finali, mai messi in scena, vengono ora raccontati e interpretati per la prima volta nell’allestimento firmato da Emanuela Giordano, un’occasione per comprendere la portata dirompente del testo giudicato troppo spregiudicato se non addirittura amorale.

    Casa di bambola, come ci suggerisce Antonio Gramsci, in un appassionato saggio sull’opera, è la storia di uomini e donne che soffrono e lottano per cambiare la propria vita – commenta Emanuela Giordano – Quando Casa di bambola fu pubblicato suscitò grande clamore: Nora lascia la casa, il marito, i figli, perché? Meglio che resti in famiglia, che riconosca le ragioni e l’autorevolezza del marito. Gli impresari, con la complicità degli attori protagonisti, impedirono a Nora di uscire di casa, di fatto la richiusero dentro il suo salotto tutto merletti e cinguettii inficiando così il senso stesso dell’opera. Per tranquillizzare il pubblico si mise persino in scena un quarto atto con un lieto fine esagerato, da serial televisivo zuccheroso. Ibsen era disperato ma non esisteva ancora la tutela dell’autore. Casa di bambola ha avuto quindi tre finali diversi e noi li mettiamo in scena per raccontare come i rapporti tra uomini e donne ci parlano della società in cui questi uomini e donne vivono. Prima il matrimonio era un patto, un contratto, un accordo per tenere insieme bestie, terre, regni. Poi è subentrato “l’amore” ma Ibsen, tra i primi, si accorge che l’istituzione famiglia, più che dall’amore, è regolata da equilibri delicatissimi come potere, possesso, controllo. Il teatro è specchio e lanterna. Il teatro è premonizione, spogliazione, rivoluzione. Era. Su questo abbiamo lavorato e questo cercheremo di raccontarvi”.

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