E allora donne
Seminario internazionale “E allora donne” , Roma 27 -28 novembre 2008
Intervento di Serena Romano – Corrente Rosa
Oggi l’analisi svolta sulla situazione delle donne nell’impiego femminile è cambiata. Abbiamo sentito dalla dott.sa Rauti come il World Economic Forum o il Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia hanno collegato le donne all’economia generale .
Questo approccio è un passo avanti enorme che va riconosciuto. Allo stesso tempo ci pone, noi donne attive, davanti ad una reazione diversa da quella fin’ora sviluppata che è di promuovere lo sviluppo economico.
Se c’è un riconoscimento internazionale – e cosa più rara anche nazionale – di questo ruolo nell’ economia della donna, dobbiamo cogliere questa opportunità e lanciarci in un progetto di più ampio respiro.
Ho il più grande rispetto per le politiche di lotta contro la violenza sulle donne, che devono essere perseguite con il massimo impegno, ma allo stesso tempo dobbiamo pensare sul lungo periodo intervenendo prima. Le donne che acquistano un potere economico rischiano meno di subire violenze.
Diamoci un progetto che analizzi come certe aziende, pubbliche amministrazioni, partiti politici hanno adottato delle politiche di genere che hanno migliorato il loro conto economico, i loro risultati, i rapporti con i cittadini.
Definiamo quali sono le pratiche che soggetti pubblici e privati potranno applicare per uscire fuori dalla crisi.
Proponiamo delle regole, dei codici di auto-regolamentazione e chiediamo che siano applicati. Diamo dei bollini rosa alle aziende meritevoli. Elenchiamo i parlamentari a secondo delle loro politiche di genere. Compriamo solo prodotti che promuovono un’immagine positiva della donna …
Le idee sono tante e siamo tante ma dobbiamo rimanere positive, focalizzate e unite.
Cosa ne pensate? Dite la vostra...
Intervento di Serena Romano – Corrente Rosa
Oggi l’analisi svolta sulla situazione delle donne nell’impiego femminile è cambiata. Abbiamo sentito dalla dott.sa Rauti come il World Economic Forum o il Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia hanno collegato le donne all’economia generale .
Questo approccio è un passo avanti enorme che va riconosciuto. Allo stesso tempo ci pone, noi donne attive, davanti ad una reazione diversa da quella fin’ora sviluppata che è di promuovere lo sviluppo economico.
Se c’è un riconoscimento internazionale – e cosa più rara anche nazionale – di questo ruolo nell’ economia della donna, dobbiamo cogliere questa opportunità e lanciarci in un progetto di più ampio respiro.
Ho il più grande rispetto per le politiche di lotta contro la violenza sulle donne, che devono essere perseguite con il massimo impegno, ma allo stesso tempo dobbiamo pensare sul lungo periodo intervenendo prima. Le donne che acquistano un potere economico rischiano meno di subire violenze.
Diamoci un progetto che analizzi come certe aziende, pubbliche amministrazioni, partiti politici hanno adottato delle politiche di genere che hanno migliorato il loro conto economico, i loro risultati, i rapporti con i cittadini.
Definiamo quali sono le pratiche che soggetti pubblici e privati potranno applicare per uscire fuori dalla crisi.
Proponiamo delle regole, dei codici di auto-regolamentazione e chiediamo che siano applicati. Diamo dei bollini rosa alle aziende meritevoli. Elenchiamo i parlamentari a secondo delle loro politiche di genere. Compriamo solo prodotti che promuovono un’immagine positiva della donna …
Le idee sono tante e siamo tante ma dobbiamo rimanere positive, focalizzate e unite.
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